Laboratori per bambini presso il Polo didattico del Museo Civico e della Ceramica di Ariano Irpino con attività didattiche rivolte alle scuole di ogni ordine e grado per scoprire attraverso l’ascolto, la manipolazione, l’esperienza diretta le varie fasi dello sviluppo della produzione ceramica dalla preistoria ad oggi.
Comprendere i procedimenti che seguivano i “mastri ceramisti” arianesi nel corso del tempo a partire dalla Preistoria, dal recupero dell’argilla, alla preparazione della stessa sotto forma di palle d’argilla, alla formatura al tornio, l’essicazione dell’oggetto realizzato, il rivestimento, la decorazione con l’utilizzo dei colori tipici della ceramica arianese, la cottura tramite la realizzazione di un antico forno.
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Il museo Duca di Martina presenta un’accurata selezione di manufatti prodotti nell’ambito del Laboratorio Inporcellane.
L’esperienza, ripetuta per più anni e risultato della collaborazione tra la Cattedra di Design della Facoltà di Architettura di Napoli, l’IPIA “G. Caselli” e l’Associazione Culturale Amici della Real Fabbrica di Capodimonte, si arricchisce del confronto con le collezioni storiche del museo Duca di Martina, sollecitando ulteriori momenti di riflessione.
L’iniziativa è la prima di una serie di attività, incontri e piccole esposizioni che si terranno nel museo, nel corso del biennio 2016‐2017, finalizzati ad approfondire l’impiego della ceramica nel design contemporaneo e le più recenti sperimentazioni tecniche. Nell’insieme i materiali esposti rappresentano la sintesi di un impegno di lavoro compiuto attraversando e osservando il passato e riflettendo sul presente con un’azione svolta all’interno delle “botteghe”, apprendendo e scambiando “saperi” lontani e vicini, nell’intento di recuperare ed esaltare il valore nobile del fare manuale, il valore della “vitalità organica” e quello della vitalità meccanica.
L’esposizione include, pertanto, alcuni testimonianze esemplificative di un percorso di ricerca e di verifica sperimentale finalizzato non tanto o solamente alla identificazione di prodotti d’uso dotati di una specifica funzionalità, quanto a recuperare o ritrovare espedienti tecnici e produttivi tali da garantire la produzione nel tempo, una maggiore professionalità e competenza nella fase della ideazione, nella esecuzione e nella cura del dettaglio.
In occasione di Buongiorno Ceramica e della Notte dei Musei della Ceramica il Muma di Laterza farà lo straordinario (22.00 – 24.00).
Per festeggiare quest’evento, in collaborazione con la collettiva di arte contemporanea “Sonora”, ospitata nella corte del Palazzo Marchesale, il Duo ConCorde, composto da Francesco Clemente (violino) e Antonio Ruffo (chitarra) si esibirà in Atmosfere SonOre – Infiltrazioni classiche nelle tradizioni popolari: le danze della tradizione rilette in chiave classica, da Faurè a Bartok fino al tango nuevo, animeranno l’opera “Colonna Sonora” dell’artista laertino Antonio Giannini grazie alla perfomance musicale che il Duo ConCorde.
Il museo sorge nel prestigioso Palazzo Fauzone di Germagnano, nel rione Piazza, di origine medievale e radicalmente reimpostato in età barocca. Il restauro ha recuperato stucchi, specchiere, arredi e affreschi risalenti a diverse epoche storiche. Le sale di esposizione, quindi, specie al primo piano, dialogano continuamente con i pezzi ceramici esposti, a volte individuando consonanze, a volte contrasto, agevolati in questo da un allestimento leggero che non intende sovrapporsi allo straordinario contesto ambientale. Altra rimarchevole scelta degli allestitori è stata quella di non isolare dal percorso, ma integrare in esso il fascinoso paesaggio circostante il palazzo: caratterizzato dal catino medioval-barocco della Piazza Maggiore (uno dei più interessanti del Piemonte) sul lato occidentale e delle ondulazioni delle Langhe e delle Valli monregalesi da quello orientale, a perdita d’occhio. L’esempio più evidente di questo sforzo di integrazione sta nella sala dedicata al commercio, l’ultima del primo piano, in cui un grande pannello funge da didascalia al paesaggio dell’ampio finestrone; paesaggio che, meglio di qualunque discorso storico, illustra fasi, percorsi, risorse del fenomeno industriale monregalese.
Il percorso espositivo è stato pensato per dare un’immagine storicamente fondata delle tecniche produttive monregalesi e mostrare in prospettiva antologica i manufatti industriali. L’impostazione è squisitamente didattica, ed il linguaggio vuole essere di conseguenza accessibile ed accattivante; troveranno motivi di interesse sia lo studente alle prime armi che l’appassionato esperto.
L’accessibilità ai contenuti è garantita dalle due sale che fungono da perni centrali ai rispettivi piani, interamente occupate da due installazioni multimediali. La scommessa della prima, Fare ceramica, è illustrare le varie fasi di lavorazione tradizionale senza usare parole, soltanto coinvolgendo il visitatore – che vi partecipa attivamente – nelle immagini e nei suoni del lavoro. La seconda installazione, Apparecchiare la tavola, coinvolge il visitatore nei gesti della preparazione di una tavola, che si imbandisce da sé delle vivande, in un gesto denso di poesia, semplice e quotidiano.
Il secondo piano del museo passa in rassegna tutte le unità produttive dell’esperienza bisecolare dell’industria monregalese, rappresentando le maggiori con i pezzi ceramici. Le sei sale di esposizione rendono conto delle quattro grandi fasi che hanno contraddistinto la storia della ceramica monregalese, corredate da preziose immagini fotografiche storiche e didascalie esplicative. Il visitatore, scorrendo di sala in sala, potrà rendersi conto dell’evoluzione del gusto nel corso dei due secoli, cogliendo, nella parabola solenne del distretto monregalese della ceramica, la formula stessa dell’industria moderna e della produzione in serie destinata al consumo: grandi numeri e bassi costi di produzione, pur senza rinunciare alla gradevolezza ed all’originalità dell’aspetto che solo l’occhio e la mano possono garantire.
Inaugurazione dell’opera in ceramica donata dal Rotary Club di Faenza e realizzata dai ceramisti faentini di Ente Ceramica nell’Ospedale di Faenza, nel reparto di Oncologia.
Il Museo Comunale della Manifattura Chini, ospitato nelle splendide sale di Villa Pecori Giraldi a Borgo San Lorenzo (FI), è stato inaugurato nel 1999 e fa parte del sistema museale territoriale mugellano denominato Museo diffuso.
In esso vengono documentati i vari periodi dell’attività dei Chini, nei settori della ceramica e del vetro attraverso la produzione delle due manifatture: L’Arte della Ceramica (1896-1904 ca.) nelle sedi di Firenze e di Fontebuoni e la fabbrica mugellana Fornaci San Lorenzo (1906-1944 ca.). In entrambi i periodi il successo delle fabbriche è dovuto essenzialmente a Galileo Chini (1873-1956) uno dei massimi esponenti del Liberty italiano e a Chino Chini (1870-1957), nei rispettivi ruoli di direttore artistico e direttore tecnico.
Il percorso museale inizia al piano terra della Villa Pecori Giraldi dove rimangono ampie tracce della versatile esperienza dei Chini con interventi decorativi di vari componenti della famiglia di artisti, già dal suo capostipite Pietro Alessio (1800-1876).
Nella Sala degli Stemmi, ampio salone d’ingresso dell’antica dimora nobiliare, sono presenti esempi delle raffinate decorazioni polimateriche dei Chini, tra cui l’affresco di San Giorgio e il drago di Galileo Chini e una lunetta in maiolica, raffigurante il Volto di Cristo coronato di spine, ideata sempre da Galileo Chini e prodotta da L’Arte della Ceramica Nella sala successiva un grande camino dallo splendido rivestimento ceramico costituisce il fulcro del percorso. Si prosegue poi nella saletta che ospita un campionario di materiali per architettura databile all’inizio del Novecento, riconducibile sia all’Arte della Ceramica che alle Fornaci San Lorenzo e la ricostruzione di un forno a muffola con la descrizione del suo funzionamento. Dal vestibolo percorrendo una scala elicoidale dalla linea molto elegante, attribuita allo stesso Galileo, si accede al piano superiore dove è possibile visitare una ricca collezione di manufatti, dai piccoli vasi in grès e maiolica alle vetrate policrome. Per ospitare le opere pittoriche in dotazione al Museo si è ricostruito un interno borghese del primo Novecento, utilizzando arredi d’epoca in stile Déco.
Il percorso di conclude con il Chini Lab,un’area interattiva appositamente realizzata per bambini e famiglie, dove sono proposte 7 stanze tematiche (Arte, Luce, Musica, Scienza…) nelle quali è possibile: costruire città, giocare con gli artisti del ‘900, combinare ombre e luci con materiali strani ma anche sperimentare, leggere, dipingere e fare musica. Le proposte di attività sono costruite mettendo in relazione due principi fondamentali: l’autonomia dei bambini e il massimo rispetto del luogo in cui si inserisce l’iniziativa. I bambini accompagnati dai genitori trovano un museo da vivere, appositamente costruito per loro, un luogo sereno, aperto alla sperimentazione con tanti strumenti a disposizione, facilmente interpretabili e fruibili anche dai visitatori più piccoli. A proposito… non si entra con le scarpe, meglio portare un paio di calzini da utilizzare sulla moquette!
A rendere ancora più piacevole la visita al museo, è la sua collocazione all’interno della Villa Pecori Giraldi, antica costruzione del XIII secolo ristrutturata nei primi anni del Novecento, caratterizzata da un sobrio carattere tardorinascimentale degli esterni ed immersa in un bel Parco Monumentale.
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Mostra temporanea “Geografie di Confine”
Mostra di Arte contemporanea cura di Massimo Innocenti e Angelo Minisci con la collaborazione di Tannaz Laiji e Paola Margheri.
Più di sessanta artisti coinvolti e provenienti da varie nazioni, una grande collettiva che ospita opere afferenti a discipline diverse (pittura, scultura, fotografia, moda, video, installazioni di design) per esplorare geografie concrete e astratte attraverso l’espressione artistica.
La mostra è organizzata nell’ambito delle celebrazioni del 15° anniversario della Laba Firenze e con il Patrocinio della Regione Toscana, del Comune di Borgo San Lorenzo e del Museo della Manifattura Chini – Ceramiche Liberty in Mugello.
La mostra è visitabile fino al 5 giugno in orario di apertura del Museo Chini: dal giovedì alla domenica 9-13 e 15-19 con ingresso gratuito.
L’Associazione culturale Amici della Real Fabbrica in collaborazione con l’Associazione Ristoratori di Napoli promuove la manifestazione: Storie a tavola.
Un pranzo con ricette storiche della cucina napoletana e una mostra con ceramiche da tavola del Settecento e dell’Ottocento.
La cucina napoletana viene identificata, nell’immaginario collettivo, con pietanze interessanti, di facile e diffuso reperimento, ma di secondo piano rispetto alla “storica cucina napoletana” affermatasi nel panorama internazionale e nazionale. Napoli è stata capitale di un regno governato da dinastie con numerosi collegamenti europei, dagli Angioini ai Borbone. Fra di esse l’ultima (i Borbone) grazie all’iniziativa di due re, Carlo e suo figlio Ferdinando, svolse un ruolo determinante sia di internazionalizzazione sia di valorizzazione della gastronomia napoletana: nel ‘700 e nella prima metà dell’ ‘800, la cucina del regno si confrontò con le grandi imbandigioni di “parata”.
Questo processo si integrò con le produzioni delle due manifatture di porcellana, volute una da Carlo e l’altra dal figlio Ferdinando, anche perché i prodotti di queste manifatture erano fortemente connessi al patrimonio agroalimentare del Regno di Napoli, consolidando e dando solide basi culturali ad un legame storico fra ceramica e cibo. Di ciò sono testimonianza i servizi da tavola, le terrine, i rinfrescatoi, le coppe, i desserts (decorazioni sontuose della tavola).
L’esposizione di questi manufatti è il vanto di Musei napoletani quali il “Duca di Martina”, ubicato nello splendido parco della Floridiana, ed il Museo di Capodimonte. Pertanto il servire in tavola una pietanza storica napoletana, con un manufatto ceramico di qualità ed espressione della tradizione ceramica napoletana, e più in generale campana, è un elemento essenziale dell’educare al gusto ed alla sana alimentazione, che è sia nutrimento sia godimento estetico della bella tavola. Nella cucina storica napoletana, inoltre, nelle sue espressioni più ricche e complesse, le pietanze sono legate a ricorrenze, pubbliche, religiose o private, in cui l’elemento convivialità era un componente essenziale.
I tre elementi: pietanze, servizio e convivialità sono un tutto unico inscindibile del sano e buon mangiare.
Concerto al Liceo Artistico L. Sturzo di Caltagirone.
Con la partecipazione di:
Giuseppe Garra, Baritono
Giovanna Luara, Soprano
Stefania Maltese, Soprano
Alessandra Amore, Mezzosoprano
Francesco Falci, Pianista accompagnatore
Coro delle Voci Bianche dell’Istituto Musicale P. Vinci di Caltagirone “Puellae et Pueri Cantores”
Direttore Giuseppe Garra
Solista Caterina Mazzei, Soprano
Visite guidate dal Monte di Prestamo al Liceo Artistico L. Sturzo – indirizzo Design Ceramico di Caltagirone, con la guida degli Studenti dell’ Istituto Tecnico Statale “Giorgio Arcoleo” Settore Economico di Caltagirone.
Visite guidate dal Teatrino Bonaiuto a Palazzo Libertini, con la guida degli Studenti dell’ Istituto Tecnico
Statale “Giorgio Arcoleo” Settore Economico di Caltagirone.
Hotel de Charme Laveno è stato costruito sui resti di una vecchia fabbrica di ceramica molto importante (la Società Ceramica Italiana S.C.I. Laveno) che produceva piastrelle, servizi da tavolo e arredamento da bagno; la facciata originaria della fabbrica è stata preservata e unisce così la grande storia della ceramica alla modernità del nostro hotel.
Incontro dedicato ad approfondire le declinazioni del colore tipico di Montelupo.
Intervengono: Claudio Giorgetti, critico d’arte e curatore della mostra “Terra Fuoco e la Passione” di Beppe Domenici, che si è tenuta a Montelupo Fiorentino dal 9 Ottobre 2015 al 10 Gennaio 2016. Luciano Mecacci, già docente dell’Università di Psicologia di Firenze. Giovanni Baldi, direttore del Centro di Ricerche Colorobbia Ce.Ri.Col.
Nell’occasione il Museo della Ceramica riceverà la donazione da parte della famiglia Domenici dell’opera Naiade dell’artista Beppe Domenici.
Mostra personale dell’artista Paolo Anselmo. A celebrazione dei 20 anni di attività, l’artista Paolo Anselmo inaugura la nuova galleria.
Sintesi non ragionata di una metamorfosi visionaria. Tutte le opere sono state realizzate a Faenza nella fornace del maestro Pierpaolo Garavini con il quale l’artista Anselmo lavora da anni.
Abili insegnanti e maestri ceramici allestiranno un laboratorio nel giardino dell’Arengo, in Piazza Arringo, dove illustreranno i segreti e le tecniche di manipolazione dell’argilla, invitando e proiettando bambini ed adulti, alla forza creativa di un loro manufatto frutto della loro espressione fantasiosa e di un immaginario personale.
Un programma didattico ambizioso che intende dare visibilità alla comunità attenta ed al mondo della scuola.
Un messaggio forte orientato ad un linguaggio artistico e didattico, con il contributo di esperti ed affermati artigiani che coinvoglieranno l’entusiasmo dell’Ente che ha promosso il fascino della manipolazione dell’argilla.
Percorso guidato nei suggestivi spazi del Museo dell’Arte Ceramica e nei bacini ceramici del XIV secolo,
alla produzione della Fama del XX secolo. I percorsi focalizzeranno anche i prestigiosi complessi Monumentali nel cuore dei quartieri Medievali della città.
Si potrà fare shopping d’arte mentre si osserverà lavorare al tornio, muovendosi all’aria aperta tra degustazioni e creatività, fino a tarda notte.
Le origini antichissime della Maiolica Ascolana sono attestate dai frammenti di manufatti rinvenuti in varie
aree della città. Dal XIV al XVI secolo sono attive nelle città le botteghe artigiane, dove operavano i figuli
(maiolicari) che hanno lasciato la loro storia artistica che si conserva nei laboratori che ne sono l’espressione e
la testimonianza.
Tutto ciò sarà visibile attraverso le visite guidate in programma per le vie della città.
Per prenotare le visite guidate telefonare al 0736 240290 oppure 0736 248669.
L’Universo delle Aziende artigiane di antica tradizione e l’Accademia dei Maiolicari Ascolani, troverà la massima visibilità in pieno Centro Storico della città con esposizioni di loro manufatti e nello specifico nella location dello splendido scenario del giardino dell’Arengo, che diventerà una galleria di meravigliose creazioni da ammirare.
Il Comune di Ascoli Piceno intende dare voce alla sua ceramica sottolineando “che è intorno a noi con le sue sfaccettature ed il suo fedele mosaico di colori di smalti e forme che dipingono Ascoli Piceno rendendola raffinata e immortale”, afferma il Sindaco, Avv. Guido Castelli.
Il Museo Civico Palazzo dei Consoli organizza una serie di visite guidate gratuite alla Collezione Ceramiche.
La sezione museale illustra la storia della produzione ceramica eugubina, da alcuni esemplari di maiolica arcaica ad opere d’arte contemporanea. Di particolare rilievo sono ovviamente i famosi lustri della bottega di Mastro Giorgio Andreoli, prodotti a Gubbio nel corso della prima metà del ‘500. La collezione comprende tuttavia anche molto altro: vasellame da farmacia, opere dello storicismo ottocentesco, produzioni di altri centri italiani e stranieri ed una selezione di opere di importanti autori del ‘900, tra cui spicca la figura del ceramista eugubino Aldo Ajò.
In occasione della seconda edizione di Buongiorno Ceramica e del trecentesimo anniversario della nascita di Re Carlo di Borbone, il laboratorio Porcellane Carusio apre le porte ai visitatori e presenta un weekend dedicato alla storia e alle tecniche di lavorazione delle Porcellane di Capodimonte e un approfondimento storico, artistico e naturalistico del luogo scelto per la prima manifattura reale.
Gli ospiti saranno accolti dai maestri porcellanisti che, dopo un’ introduzione storico-artistica volta a spiegare la nascita e l’ importanza delle manifatture delle Porcellane di Capodimonte e della Real Fabbrica di Napoli, si dedicheranno a dimostrazioni pratiche delle diverse fasi della lavorazione tradizionale delle rinomate Porcellane di Capodimonte. Ai visitatori saranno mostrate le tecniche di foggiatura per colaggio, assemblaggio, ritocco, foggiatura a mano e decorazione a pennello con colori a fuoco.
Grazie al supporto di archeologi e storici dell’ arte e di un interprete in lingua inglese, sarà possibile partecipare a un mini tour nei luoghi di Capodimonte per scoprire curiosità storiche ed architettoniche dei luoghi del Re.
Programma
L’apertura dell’ iniziativa è dedicata ai piccoli apprendisti che durante l’anno hanno partecipato al corso base di foggiatura a mano e di analisi del territorio per l’ individuazione e la valorizzazione delle risorse locali.
Venerdì 3 giugno
ore 10,30 – 12 I maestri del laboratorio Carusio e gli alunni delle classi 3,4 e 5° della scuola primaria “ Piccole Ancelle di Cristo Re” presentano M’ arteggio un po’
I piccoli alunni si trasformano per un giorno in maestri porcellanisti spiegando e dimostrando l’antica arte della foggiatura a mano delle rose di Capodimonte appresa grazie all’ impegno del laboratorio Carusio Giovanni.
ore 12 – 13 Dimostrazione gratuita della tecnica di foggiatura a mano dei maestri porcellanisti e apertura pomeridiana gratuita del laboratorio durante lo svolgimento delle quotidiane attività di produzione.
Sabato 4 Giugno
ore 10 – 12 Apertura gratuita del laboratorio durante lo svolgimento delle quotidiane attività di produzione.
ore 15,30 – 16,30 aboratorio a pagamento di manipolazione e foggiatura a mano di un piccolo manufatto in porcellana di Capodimonte.
ore 17 – 18,15 Evento a pagamento con accoglienza, introduzione storica , porcelain show e degustazione.
Domenica 5 giugno
ore 10,30 Evento a pagamento con accoglienza, introduzione storica, porcelain show, degustazione e mini tour a cura di informatori turistici della terza municipalità, archeologi, storici dell’ arte, architetti e, a richiesta, interprete in lingua inglese.
Gli eventi, gratuiti e a pagamento, sono soggetti a prenotazione per motivi organizzativi e possono subire variazioni .
Durante il Porcelain Show i maestri porcellanisti mostreranno fasi e tecniche della tradizionale lavorazione delle Porcellane di Capodimonte e coinvolgeranno il pubblico in prove attitudinali di foggiatura a mano (è esclusa la cottura del manufatto).
La visita al laboratorio compresa di accoglienza, introduzione storico-artistica, porcelain show e degustazione ha la durata di ca 1,15h. Il mini tour ha la durata di ca 1h, partirà dal laboratorio Carusio e continuerà per Via Ponti Rossi, Porta Grande e la fontana del Belvedere del Parco della Reggia evidenziando le curiosità storiche, architettoniche, naturalistiche e paesaggistiche del luogo.
I laboratori di manipolazione hanno la durata di un’ora e il manufatto cotto (non colorato) verrà consegnato entro 7gg in sede o inviato con corriere nazionale previo accordo e costo del corriere da concordare.
Come raggiungerci:
in auto: tangenziale uscita Capodimonte, Via Capodimonte(Porta grande), Via Ponti Rossi
linee A.N.M.:
– C63 – P.zza Dante – Via Ponti Rossi fermata Palazzo del Sole
– R4 da viale Colli Aminei (M1) o da Piazza Dante (M1) fermata regresso + C63 – Via Ponti Rossi fermata Palazzo del Sole
Laboratorio x-tech: Laboratorio di ricerca su materiali ceramici. Sarà possibile vedere tutti gli strumenti tecnologici che consentono di caratterizzare il prodotto ceramico, aiutano a capire eventuali problematiche riscontrate, ma anche per seguire un progetto di ricerca innovativo. Inoltre il laboratorio è specializzato sulla certificazione del prodotto finito, sia esso di arredo bagno che stoviglierie.
Azzurra Ceramica: illustrazione della tecnica di decorazione a mano che un tempo veniva fatta sulle stoviglierie a produzione industriale. Abbinamento artistico (decorazione) sul processo industriale dei sanitari. Visita dello show-room con affaccio sulla produzione.
Ceramica Flaminia: visita al centro produzione dell’azienda che non ha mai smesso di ricercare soluzioni tecniche e stilistiche da apportare ai sanitari in ceramica.
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