Il secolo aureo della maiolica a Lodi è il XVIII. In controtendenza rispetto alle altre attività artigianali della città il numero delle fornaci aumenta da 4 a 5, vengono introdotte nuove tecniche di decoro (il piccolo fuoco) con le raffinatezze barocchette molto diffuse oltralpe e il commercio è in espansione.

La fabbrica che Giovanni Coppellotti fonda nel 1641 e che durerà, condotta da figli e nipoti fino al 1787, è nota per la leggerezza e il delicato equilibrio delle forme oltre che per l’originalità dei decori. Altrettanta accuratezza è nella produzione della fabbrica Ferretti, fondata da Simpliciano nel 1725 e condotta dalla metà del secolo dal figlio Antonio che porterà alle stelle la fama della ceramica lodigiana grazie al nuovo sistema di cottura a piccolo fuoco. Tra le più raffinate, per forme e decori, si segnalano le maioliche di Giorgio Giacinto Rossetti, ceramista piemontese che lavorò a Lodi per alcuni anni (1729-1736), collaborando con le maggiori fabbriche della città e successivamente aprendo per breve tempo con il fratello Giovanni Battista una fabbrica in società con un certo Tavazzi.

La tecnica di cottura a piccolo fuoco giunta a Lodi nella fabbrica di Antonio Ferretti dopo la metà dei Settecento, permette di introdurre il decoro floreale che ancora oggi identifica l’antica ceramica lodigiana.

In occasione della seconda edizione di Buongiorno Ceramica (3-4-5 giugno 2016), le botteghe ceramiche di Lodi apriranno le porte a visitatori e turisti, mostrando le proprie opere e i procedimenti di lavorazione e decorazione.

Scopri di più su Lodi e sugli eventi di Buongiorno Ceramica 2016 cliccando qui >