Buongiorno Ceramica! Buongiorno Ceramica!

La città che ha dato il nome alla maiolica, faïence.

faenza

La ceramica a Faenza (Ravenna) vanta una tradizione plurisecolare che ancora oggi continua a rivestire.

La città, per la natura del territorio ricco di argille adatte alla foggiatura e per la strategica posizione geografica che ne faceva un punto d’incontro tra la cultura padana e quella toscana, seppe costituirsi come centro ceramico di primaria importanza sin dal Medioevo. I suoi vasai seppero sviluppare e perfezionare nel corso dei primi secoli dopo il Mille, su forme semplici e generalmente legate all’uso domestico, due importanti procedimenti tecnici per il rivestimento dei manufatti: la smaltatura e l’ingobbiatura.


Durante il periodo medievale gli ornati richiamano i repertori decorativi delle arti applicate (miniatura, stoffe); motivi vegetali stilizzati, come tralci con foglie o elementi floreali, oppure zoomorfi, come pesci e uccelli talvolta interpretati in chiave fantastica, ed anche araldici, spesso riferiti ad esponenti delle famiglie che caratterizzarono la storia della città. Durante il periodo Rinascimentale si svilupparono ornati derivati dal mondo bizantino, dalla cultura araba ed anche ispirati al Medio ed Estremo Oriente. Tra i vari ornati, si ricorda quello “ad occhio di penna di pavone” che la storiografia locale ottocentesca riteneva allusiva da parte dei ceramisti alla figura di Cassandra Pavoni, la donna amata da Galeotto Manfredi, signore di Faenza dal 1477 al 1488.

Tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento, le maioliche ormai giunte al massimo della perfezione tecnica, vengono ornate da motivi ispirati alle porcellane orientali e soprattutto dalla figura umana che man mano assume grande risalto, come le “belle donne”, fino ad arrivare al gusto narrativo che viene chiamato “istoriato”, dove emerge uno stretto legame tra i maiolicari e i pittori.


Attorno alla metà del Cinquecento i maiolicari per dare un nuovo impulso ai loro prodotti ed introdurranno un genere oggi denominato “Bianchi di Faenza”, che vedrà protagonista la forma degli oggetti. Accanto alle forme usuali si affiancarono una variegata, e a volte stravagante, serie di forme ispirate sia ai modelli metallici. La decorazione sarà limitata a piccole figure, putti, stemmi, leggere girali vegetali, caratterizzati da una veloce realizzazione, appena schizzata o compendiata, chiamata “compendiario”. I “bianchi” e la maniera “compendiaria” incontrarono una tale fortuna da indurre i maestri faentini ad allargare i loro mercati cercando nuovi spazi di lavoro in altre città e paesi; abbiamo infatti testimonianza della loro attività a Torino, Verona Genova ed anche in Francia, Olanda e nell’Europa orientale. La fama dei “bianchi” fu tale che a partire dal XVII secolo, e ancora oggi, maiolica si dice “faïence”, francesizzazione di Faenza.


Nel 1693 nasce la Fabbrica dei conti Ferniani, che diventerà il cenacolo della vita artistica, centro di attrazione per i forestieri oltre che laboratorio aperto alle nuove tecnologie. Avviata inizialmente come continuazione dei modelli dei “bianchi” la fabbrica, verso la metà del Settecento, si ispirerà alle nuove mode in voga nelle manifatture europee e durante la seconda metà del secolo affiancherà ai tradizionali modi di lavoro anche la nuova tecnica del “piccolo fuoco” e l’adozione del nuovo prodotto ceramico, d’invenzione inglese, la Terraglia. Alla fine del XIX secolo, chiusa la Fabbrica Ferniani, la ceramica faentina attraversa una forte crisi produttiva. All’inizio del Novecento si vede la ripresa con le Fabbriche Riunite di Ceramica, che riattivarono le fabbriche ottocentesche sotto un’unica gestione, e la Fabbrica dei Fratelli Minardi.


Le officine faentine di inizio secolo, depositarie dell’antica arte della ceramica, furono terreno di nuove esperienze e centro di formazione per le nuove generazioni perché si perpetuasse non solo il patrimonio del saper fare ma anche trasmettere la passione dell’arte della ceramica. Passione e maestria che ancora oggi caratterizzano le botteghe ed atelier della città.

ph: Raffaele Tassinari

Musei

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    Museo Tramonti

    La Fondazione Guerrino Tramonti è divenuta una realtà nel 2010 per valorizzare il “contenitore” che l’artista realizzò nella casa-museo nel 1987 che conta 7 sale e circa 390 opere.

    Guerrino Tramonti nasce come scultore, per poi dedicarsi alla ceramica e alla pittura: nelle sale sono esposte le opere che secondo l’artista meglio rispecchiano il suo percorso artistico: un’immensa varietà di forme, di colori e un sublime mondo espressivo creato da un originale sensibilità cromatica applicata anche ai dipinti su tela e tavola.

    Il periodo iniziale, risalente agli anni Trenta e Quaranta è rappresentato dalle sculture in terracotta. Sono presenti dipinti eseguiti nel “periodo veneziano” eseguiti tra il 1945 e il 1948 caratterizzati dall’estetica post-metafisica pei passare alle opere in ceramica smaltata in policromia caratterizzate da una grande intensità cromatica e dalla straordinaria qualità dei rivestimenti che danno vita a immagini eccezionalmente nitide e poetiche. Durante il percorso, possono essere ammirate le sue famose “porcellane” che rendevano particolarmente orgoglioso l’artista, opere ispirate ai materiali e alle tecniche della ceramica di Cina, Corea e Giappone, frutto delle sue ricerche “alchemiche” delgli anni Sessanta.

    Sono presenti i suoi famosi dischi decorativi eseguiti con la tecnica dell’invetriatura a grosso spessore “inventata” dall’artista nel 1953 quando fù direttore della Scuola d’arte di Castelli, che contraddistinguono il suo stile più peculiare.

    Nell’ultima sala troviamo i dipinti ad olio realizzati tra la fine degli anno Sessanta e il 1992, anno della sua morte.

    Per informazioni:

    Museo Fondazione Guerrino Tramonti
    Via Fratelli Rosselli, 8
    48018 Faenza (RA)
    Tel 392 3011196
    museo@tramontiguerrino.it
    www.tramontiguerrino.it

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    Museo Carlo Zauli

    Il Museo Carlo Zauli è un contenitore che dal 2002, attraverso le sue collezioni, e le diverse attività culturali, esplora e diffonde l’arte contemporanea in tutti i suoi linguaggi, con un’attenzione particolare alla ceramica, materiale della tradizione locale.

    Si trova infatti a Faenza, in pieno centro storico, all’interno dei locali che furono dal 1949 di Carlo Zauli, uno dei più rappresentativi scultori del 900, di cui promuove il lavoro e la storia.

    Nel 1949 Carlo Zauli acquistò, insieme a tre compagni di studi, il laboratorio del ceramista Mario Morelli, ricavato nelle stalle del convento di S. Francesco e sovrastato dall’imponente campanile della chiesa, da subito destinato ad una produzione artigianale dai tratti marcatamente contemporanei. Nel corso degli anni Zauli, rimasto unico responsabile dello studio, trasformò la vecchia bottega in un complesso e vasto atelier di scultura, costruendo attorno al vecchio cuore del laboratorio, la stanza dei forni, una serie di edifici che oggi costituiscono il Museo Carlo Zauli.

    Durante gli anni Sessanta il lavoro di Carlo Zauli si è evoluto in una dimensione sempre più scultorea, determinando l’identità di questo luogo così come è stato conservato fino ad oggi e che costituisce una parte integrante del percorso museale: dalla stanza per la smaltatura e la cottura, dove le pareti ed il soffitto anneriti dal fumo del forno a legna testimoniano la storia del luogo, alla cantina delle argille dove sono ancora accatastati i sacchi delle diverse terre provenienti da tutta Europa, alla lunga sala della foggiatura per le opere monumentali con la parete “attrezzata” nella quale i grandi altorilievi venivano modellati direttamente in verticale.

    Da questo progetto originario è nato Museo Carlo Zauli: uno spazio sia espositivo che di produzione culturale creato nel 2002, immediatamente dopo la morte dell’artista, per volontà della famiglia Zauli, all’interno dello storico laboratorio-atelier dello scultore. Nel tributargli questo grande omaggio si è riprogettato lo spazio in modo che raccontasse il suo lavoro e ricreasse, con strumenti attuali, la vitalità che ne aveva caratterizzato l’atmosfera sin dal 1949.

    Il museo ospita due collezioni permanenti: una dedicata a Carlo Zauli e una composta dai lavori di artisti contemporanei.

    Svolge attività di conservazione, archiviazione e diffusione dell’opera dello scultore faentino attraverso la gestione dell’Archivio, mostre itineranti, pubblicazioni, eventi a lui dedicati.

    E’ divenuto in questi anni un punto di riferimento nella produzione e nella divulgazione dell’arte contemporanea, grazie alle sue molteplici attività nell’avanguardia culturale e nella sperimentazione: dalle Residenze d’Artista, ai cicli di conferenze, a rassegne di musica contemporanea, oltre che a percorsi didattici per bambini, studenti e adulti, fino all’apertura di un Fab Lab.

    Sono inoltre intense le collaborazioni  con altre attività culturali della città, in ottica di sviluppo della creatività sul territorio.

    Il museo è un’istituzione privata, quasi unica nel suo genere in Italia: si è infatti contraddistinto per l’innovativo rapporto tra qualità progettuale e gestione low budget, e per le sue forme di fundraising innovative, che porta avanti insieme ai propri partners.

    Per informazioni:

    Museo Carlo Zauli
    Via della Croce, 6
    48018 Faenza (RA)
    Tel 333 8511042
    museocarlozauli@gmail.com
    www.museozauli.it

  • Musei

    Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza

    Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza è stato fondato nel settembre del 1908 alla conclusione della grande Esposizione Internazionale dedicata ad Evangelista Torricelli che ospitò i prodotti di molte manifatture italiane ed europee. La donazione delle opere ceramiche da parte degli espositori costituì il nucleo originario del Museo che progressivamente si arricchì di altri esemplari. Le finalità originarie espresse nello statuto – acquisire, conservare e soprattutto promuovere la produzione ceramica – sono rimaste attuali fino ad oggi.


    Il Museo Internazionale delle Ceramiche in Faenza ospita nei suoi ampi spazi espositivi, a fianco delle opere della produzione italiana ed europea dal Medioevo all’Ottocento, importanti sezioni dedicate all’America precolombiana, alla Grecia classica, all’età romana, all’Oriente e alla ceramica islamica. Spazi specifici sono dedicati alla ceramica dei maggiori artisti del Novecento e della contemporaneità, italiani e stranieri.

    Attraverso le mostre il museo  promuove e valorizza il proprio patrimonio culturale e la conoscenza dell’arte ceramica attraverso i secoli, in ambito nazionale ed internazionale.

    Il bookshop è fornito di tutte le pubblicazioni curate dal Museo, di un’ampia scelta di libri dedicati alla ceramica e di una selezione di oggetti ceramici prodotti da artigiani faentini e gadget di design.

    Per informazioni:

    Museo Internazionale delle Ceramiche
    in Faenza
    Viale Baccarini, 19
    48018 Faenza (RA)
    Tel 0546 697311
    info@micfaenza.org
    www.micfaenza.org

Scuole

  • Scuole

    Scuola di Disegno e Plastica Tommaso Minardi

    La Scuola di Disegno e Plastica “Tommaso Minardi” di Faenza dopo oltre 200 anni di vita è viva e attiva, i suoi percorsi didattici ed artistici avvicinano e preparano ragazzi ed adulti alla cultura, all’arte e all’artigianato nella più schietta tradizione con particolare riguardo al futuro ed ai bisogni reali del territorio.

    La Scuola ha avuto inoltre varie denominazioni quali: Scuola di Disegno Pubblica, Scuola Comunale di Disegno, Scuola di Arti e Mestieri, Scuola per Artigiani ed infine Scuola Comunale di Disegno e Plastica “T. Minardi”.

    Nell’offerta didattica ci sono diversi corsi nell’ambito della ceramica:

    > Tecniche della ceramica per ragazzi (8-14 anni)

    > Tornio (I e II)

    > Decoro della ceramica (I e II)

    > Porcellana Paperclay

    > Ceramica di base

    > Ceramica avanzata

    > Magiche trasparenze nella porcellana

    Per informazioni:

    Scuola di Disegno Tommaso Minardi
    Via Ughi, 3
    48018 Faenza (RA)
    Tel 0546 697304
    matildemercatali@micfaenza.org
    scuolaminardi.racine.ra.it

  • Scuole

    Liceo Artistico Torricelli Ballardini

    Il Liceo Artistico per il Design Torricelli Ballardini raccoglie l’eredità dell’ex Istituto d’Arte Gaetano Ballardini. Quest’ultimo, fin dalla sua origine nel 1919, è sempre stato un riferimento in Italia e nel mondo per tutto ciò che appartiene all’ambito della ceramica.
    L’attuale Liceo ne amplifica la valenza culturale ampliando l’offerta formativa con un indirizzo di grande attualità, quello del Design, applicato a diverse tipologie di progettazione con l’uso di materiali ceramici e non solo.
    La scuola offre una preparazione a tutto tondo che permette l’accesso a qualsiasi facoltà universitaria o accademica, preparando inoltre l’ingresso nel mondo del lavoro.

    Per informazioni:

    Liceo Artistico Torricelli Ballardini
    Corso Baccarini, 17
    48018 Faenza (RA)
    Tel 0546 21091
    rapc04000c@istruzione.it
    www.liceotorricelli-ballardini.gov.it
    www.ceramicschool.it

Formazione e Ricerca

  • Formazione Ricerca

    Corso di Tecnico Superiore per sostenibilità sviluppo e design del prodotto ceramico

    Il Tecnico Superiore per sostenibilità sviluppo e design del prodotto ceramico opera nella gestione del ciclo di vita di un prodotto in modo da prevenire o ridurre il suo impatto con l’ambiente. Individua i materiali innovativi e le tecniche della loro lavorazione per garantire un prodotto che abbia elevati livelli di prestazione, carica simbolico-evocativa e qualità stilistiche. Collabora e predispone il piano di marketing e di comunicazione del prodotto. Ricerca e applica la normativa riguardante la prevenzione, la sicurezza e la salvaguardia dell’ambiente. La figura declinata a livello locale è pertanto così connotata: il Tecnico Superiore per sostenibilità, sviluppo, design del prodotto ceramico coniuga un forte nucleo di conoscenze tecnologiche, irrinunciabili nel settore ceramico per partecipare alla definizione del progetto tecnico complessivo, con gli elementi fondamentali della cultura del progetto e le loro basi storico- artistiche, nonché con elementi di interpretazione e gestione delle strategie di mercato.

    Ogni biennio formativo è rivolto a giovani e adulti in possesso di Diploma di Istruzione Secondaria Superiore. Sono ammessi al corso 25 studenti, a seguito del superamento della selezione. Da quest’anno due posti aggiuntivi saranno riservati agli apprendisti.

    Il percorso formativo è biennale.

    Al termine del corso e con il superamento di un esame finale, sarà rilasciato il “Diploma di Tecnico Superiore” con la certificazione delle competenze corrispondenti al V livello del Quadro europeo delle qualifiche EQF. Il titolo verrà corredato dell’EUROPASS diploma supplement per favorire la circolazione in ambito nazionale ed europeo.

    Per informazioni:

    Corso di Tecnico Superiore per sostenibilità
    sviluppo e design del prodotto ceramico
    presso Liceo Artistico Torricelli Ballardini
    Corso Baccarini, 17
    48018 Faenza (RA)
    Tel 051 372143
    info@fitstic.it
    www.fitstic.it

  • Formazione Ricerca

    Istec CNR – Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici

    Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è Ente pubblico nazionale con il compito di svolgere, promuovere, diffondere, trasferire e valorizzare attività di ricerca nei principali settori di sviluppo delle conoscenze e delle loro applicazioni per lo sviluppo scientifico, tecnologico, economico e sociale del Paese.
    L’Istituto di Scienza e Tecnologia dei Materiali Ceramici (ISTEC-CNR) si configura come l’unica struttura di ricerca del CNR, e la più grande struttura italiana operante nel paese con programmazione poliennale, specificamente indirizzata allo studio globale dei materiali ceramici. ISTEC-CNR ha la sua sede a Faenza.

    Le attività dell’ISTEC-CNR, coerentemente alla missione del CNR, riguardano attività di ricerca, iniziative di sostegno alla formazione, alla valorizzazione e disseminazione dei risultati. Il Personale consta di 40 dipendenti di ruolo CNR e altre 15-20 unità di personale temporaneo a vario titolo: assegnisti, contrattisti, ospiti stranieri, dottorandi, tirocinanti e studenti in tesi.

    ISTEC-CNR nasce nel 1965 a Faenza, definita, per tradizione culturale, Città delle Ceramiche. Il suo nome, nella versione francese Faïence, ha infatti qualificato nei secoli un prodotto artistico unico e di prestigio.
    Faenza, culla della tradizione d’arte ceramica, vuole anche testimoniare il proprio primato nel campo della cultura scientifica, della ricerca, della tecnologia e dell’innovazione. Obiettivo è coniugare Arte e Scienza.
    Il richiamo a Torricelli è di obbligo, perché a questo scienziato si lega l’origine di ISTEC-CNR.  A questa brillante mente strettamente legata alla città di Faenza è doveroso un tributo, le cui scoperte relative all’esistenza del vuoto e alla pressione atmosferica hanno segnato una svolta nelle conoscenze scientifiche dell’epoca moderna. Il filo che da Torricelli conduce all’ ISTEC-CNR si snoda attraverso la grande esposizione torricelliana che ebbe luogo nell’ex convento di San Maglorio a Faenza, nel 1908, per celebrare il trecentesimo anniversario della nascita del grande matematico. Questo evento, grazie alle donazioni degli espositori, per opera di Gaetano Ballardini, segnò la nascita nel 1912 del Museo Internazionale delle Ceramiche, che ancora oggi si qualifica per la completezza delle collezioni ceramiche dal perido pre-colombiano ai nostri giorni come uno dei primi al mondo. Negli anni successivi lo stesso primo e geniale studioso di ceramiche antiche, Gaetano Ballardini, fondò anche la Scuola d’Arte per la Ceramica, il più prestigioso ed antico istituto italiano di istruzione superiore, specificatamente dedicato alla scienza e tecnologia delle ceramiche artistiche ed industriali a base argillosa.

    Proprio all’interno dell’Istituto Statale d’Arte per la Ceramica, nel 1965, ha origine la storia dell’attuale ISTEC-CNR, come Gruppo di Ricerca, sotto la direzione del fondatore, il Dr. Tonito Emiliani, al tempo anche Direttore dell’Istituto d’Arte per la Ceramica. Nel 1970 il Dr. Emiliani condusse l’espansione del Gruppo di Ricerca a Centro di Ricerca. Nel 1975 il Centro di Ricerca fu ampliato a Laboratorio cui fu assegnata una sede propria, parte di quella attuale. Nel 1980 il Laboratorio fu trasformato in Istituto, denominato Istituto di Ricerche Tecnologiche per la Ceramica – IRTEC, nome che è rimasto fino al completamento della riforma del CNR, all’inizio del 2002.

    Nel 2002 l’Istituto, a seguito della riforma del CNR, è diventato “Istituto di Scienza e Tecnologia dei materiali Ceramici”.

    Sulla base delle esigenze iniziali, l’Istituto fu indirizzato allo studio dei ceramici tradizionali. Nel proprio processo di crescita, recependo il modificarsi degli interessi scientifici a livello internazionale e, tenuto conto della situazione nazionale, ha destinato sempre crescenti risorse al settore dei ceramici avanzati.

    Dal 2005 al 2012, a seguito della riforma e strutturazione dipartimentale del CNR, ISTEC-CNR ha afferito al Dipartimento “Sistemi di Produzione”, partecipando anche con propri gruppi di ricerca ai Dipartimenti di “Medicina”  ed “Energia e Trasporti”.

    A seguito dell’entrata in vigore del nuovo Statuto del CNR in data 1 maggio 2011, nelle more della definizione dei Dipartimenti, ISTEC afferisce in via provvisoria al Dipartimento di Scienze Chimiche e Tecnologie dei Materiali.

    Per informazioni:

    Istec CNR
    Istituto di Scienza e Tecnologia
    dei Materiali Ceramici
    Via Granarolo, 64
    48018 Faenza (RA)
    Tel 0546 699711
    istec@istec.cnr.it
    www.istec.cnr.it


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