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Tarquinia

Tarquinia è una città dove la ceramica non è solo un prodotto artigianale, ma il linguaggio attraverso cui, nei millenni, la comunità ha raccontato la propria identità, dal prestigio della civiltà etrusca fino alle visioni dell’arte contemporanea.

Qui la storia della ceramica affonda le radici nella civiltà etrusca, di cui la città è stata cuore pulsante e centro d’eccellenza nella produzione di buccheri — la celebre ceramica nera dal riflesso metallico — e di vasi figurati che influenzarono l’intero bacino del Mediterraneo.

Per comprendere la straordinaria raffinatezza raggiunta dagli artigiani antichi, il punto di riferimento imprescindibile è il Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia, ospitato nel prestigioso Palazzo Vitelleschi, che custodisce collezioni insuperabili di ceramiche attiche ed etrusche capaci di raccontare la grandezza di questa epoca.

Questa continuità storica si ritrova poi nel passaggio tra il Medioevo e l’età moderna, un periodo in cui la produzione ceramica si faceva interprete dei bisogni quotidiani della comunità di Corneto (l’antico nome di Tarquinia). La storia più intima della città rivive oggi negli spazi del Museo della Ceramica d’Uso a Corneto della Società Tarquiniense di Arte e Storia (STAS), che offre una finestra privilegiata sulla vita quotidiana tra il XIII e il XVII secolo. Attraverso i reperti rinvenuti nei cosiddetti “butti” — gli antichi pozzi di scarico — il museo rappresenta una testimonianza tangibile della vita domestica attraverso ceramiche, vetri e oggetti metallici che fanno da cornice alla ricostruzione evocativa di una cucina d’epoca. Qui il visitatore ha la possibilità di immergersi pienamente nell’atmosfera e nelle consuetudini della realtà storica cittadina.

Nel corso dell’Ottocento, la riscoperta dell’archeologia etrusca portò a una nuova fase: quella del “falso d’autore” e della riproduzione filologica. Protagonista indiscusso di questo periodo fu Antonio Scappini, pittore e ceramista che non si limitò a restaurare gli originali rinvenuti negli scavi, ma studiò con ossessione i segreti delle antiche paste e delle cotture, diventando il più abile imitatore del suo tempo. Le sue copie, talmente perfette da essere celebrate dal primo sindaco di Tarquinia, Luigi Dasti, e premiate in tutta Europa, testimoniano il profondo legame tra la città e la sua antica memoria, che Scappini seppe rendere immortale attraverso il suo mestiere.

Il Novecento ha visto la ceramica tarquiniese aprirsi alle avanguardie internazionali grazie al progetto “Etrusculudens”, nato negli anni ’70 come laboratorio utopico di rinnovamento artistico.
Figura centrale di questa esperienza fu il grande artista surrealista cileno Roberto Sebastián Matta, che scelse Tarquinia, e in particolare l’ex convento della “Bandita”, come suo luogo di vita e lavoro. Il progetto — il cui nome suggerisce l’idea di “giocare all’etrusco” — non fu solo una scuola, ma un laboratorio collettivo dove artigiani e artisti mescolavano archetipi antichi e visioni moderne. Matta, in questo contesto, ha rielaborato le cosmogonie etrusche con il suo stile visionario, trasformando l’argilla in un ponte tra il mistero dei sepolcri e la vitalità del surrealismo. Questa esperienza ha formato una generazione di talenti locali e ha lasciato segni pubblici indelebili, come il bassorilievo monumentale realizzato per l’asilo nido comunale.

Oggi, Tarquinia è un polo vitale dove il passato viene costantemente riletto. La città celebra il proprio percorso attraverso una rete museale che intreccia l’archeologia, la storia della vita quotidiana e l’arte contemporanea. La sinergia tra le istituzioni e le botteghe artigiane rende Tarquinia una meta imprescindibile per chi desidera scoprire come, in questo angolo di Tuscia, la ceramica sia un’arte capace di attraversare le epoche senza mai smettere di evolversi.

Musei e Luoghi d’Interesse:
• Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia: fondamentale per le sue collezioni di ceramiche attiche ed etrusche.
• Museo della Ceramica d’Uso a Corneto (STAS): per scoprire il legame tra la città e la produzione artigianale del quotidiano.
• Percorsi storici e botteghe: luoghi in cui ancora oggi si può percepire l’eredità artistica lasciata da figure come Antonio Scappini e Roberto Sebastián Matta.