L’intera storia della ceramica di Deruta è ben descritta dalle oltre seimila opere esibite nel Museo Regionale della Ceramica di Deruta secondo un percorso cronologico dal Medioevo all’Ottocento, senza dimenticare il consistente nucleo di ceramiche contemporanee comprensivo di opere di artisti di fama internazionale, quali Abbozzo, Accardi, Dorazio, Schifano, Turcato e numerosi altri, a riprova della fiorente attività artistica di Deruta nel Novecento.

La sistemazione definitiva disegna un percorso che si sviluppa dal piano terra ai due piani superiori, è introdotto da una sezione didattica e descrive, organizzata in periodi, l’evoluzione della maiolica derutese dalla produzione arcaica a quella del Novecento.
Sono salvaguardate alcune aree tematiche, come la ricostruzione di un’antica spezieria, collezioni presentate integralmente, la sezione dei pavimenti in maiolica e quella delle targhe votive. La sezione contemporanea è costituita principalmente da opere provenienti dal Multiplo d’Artista in Maiolica e dal Premio Deruta; la sezione archeologica offre invece un significativo panorama delle principali tipologie di vasellame prodotte in epoca antica e riunisce oggetti di ceramica greca, italiota, etrusca e romana.

Un’imponente torre metallica di quattro livelli, colma di oltre 4500 opere, è la sezione riservata ai depositi, interamente accessibile al pubblico.

Dal 2013 il percorso di visita comprende anche l’area archeologica delle fornaci di San Salvatore; l’indagine archeologica, conclusasi nel 2010, ha messo in luce una sequenza di strutture databili tra la fine del Duecento e gli inizi del Settecento e ha consentito il recupero di un numero consistente di reperti ceramici.
Oggi un tunnel sotterraneo collega il museo con l’area archeologica e consente un itinerario unico che si snoda dalle antiche fornaci per la cottura della ceramica alle collezioni storiche, fino alle produzioni del Novecento e agli spazi dedicati alle conferenze, alle attività didattiche e di laboratorio e alle mostre temporanee.

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