La missione del Museo Nazionale Atestino è quella di acquisire, conservare, ordinare ed esporre al pubblico, per finalità di educazione e di studio, i reperti preromani e romani di Este e del suo territorio. Il Museo inoltre promuove la conoscenza della civiltà e della storia dei Veneti antichi.

Il Museo Nazionale Atestino è stato accolto nella città come depositario delle testimonianze del passato: attraverso esso e grazie all’impegno di coloro che lo hanno fatto crescere, la civiltà veneta viene costantemente rigenerata e protetta dall’altrimenti inevitabile smembramento e dispersione. Ad Este riconosciamo la funzione di costruire il legame tra passato e presente, e di essere una solida base per il futuro.

Il museo conserva circa 65000 numeri di inventario generale relativi al materiale archeologico e ha acquisito 7400 disegni relativi a reperti archeologici, schede di catalogo e schede di restauro. L’archivio fotografico è composto da circa 37600 negativi. All’interno del museo si trova anche una Biblioteca specialistica formata da 4400 volumi circa.

Nella sede museale sono ospitati i materiali archeologici più rappresentativi della cultura dei Veneti antichi, vissuti in questa regione durante tutto il I millennio a. C.: attraverso questi il visitatore potrà scoprire l’evoluzione di un’antica civiltà italica dedita a floride attività artigianali e mercantili.

La sezione romana illustra la trasformazione della città di Ateste, tra il I secolo a. C. e il II secolo d. C., mentre una piccola sezione è dedicata alla ceramica medievale, rinascimentale e moderna.


Il Museo Nazionale Atestino ha sede dal 1902 nel Palazzo dei Mocenigo, costruito nel XVI secolo inglobando nella facciata principale un tratto delle mura del trecentesco castello dei Carraresi, sorto a sua volta nell’area della prima dimora feudale del 1056 della principesca famiglia degli Estensi.

Il palazzo era stato costruito alla fine del XVI secolo dai patrizi veneziani Mocenigo lungo il canale Sirone. In origine era articolato in due corpi simmetrici a L, ma l’ala di sud-est fu distrutta da un incendio nel 1785. Pochissimi sono oggi gli elementi originali: tre saloni del piano nobile conservano nelle volte effreschi attribuiti al vicentino Giulio Carpioni (1611-1674), con quadrature architettoniche entro le quali sono rappresentati putti, trionfi di frutta e fiori, figure allegoriche che evocano le virtù della famiglia Mocenigo.

Il Castello dei Carraresi può essere considerato parte integrante del museo, sia per la sua posizione che per la storia delle ricerche archeologiche che hanno contribuito a formare le collezioni oggi oggetto di visita.

Fu voluto nel 1339 da Ubertino da Carrara e conserva oggi la cinta muraria merlata, lunga circa un chilometro, intervallata da 12 torri (in origine erano 14). L’edificio fu costruito su una precedente fortezza estense, dove nel Duecento si riunivano poeti e trovatori alla Corte di Azzo VI d’Este.

L’interno del Castello è oggi adibito a parco pubblico, con punti di vista e scorci scenografici ed uno splendido panorama sui Colli Euganei.

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