Il Museo è allestito nella casa laboratorio del pittore e ceramista Manlio Trucco (Genova 1884 – Albisola Superiore 1974), uno dei maggiori artefici della rinascita artistica albisolese degli anni Venti-Trenta del Novecento. L’edificio, realizzato nel 1936 su progetto dell’ingegner Fabris, fu lasciato da Trucco al Comune di Albisola Superiore perché fosse trasformato in Museo, a beneficio degli autori liguri.


In un itinerario di visita che procede a ritroso dal XX al XVI secolo sono presentate le testimonianze della produzione ceramica albisolese. Anticipa l’esposizione un’importante serie di trentatré foto realizzate nei principali luoghi della ceramica savonese da uno dei più noti fotografi italiani, Gianni Berengo Gardin.

Tra le opere si segnalano piccole plastiche di Arturo Martini e Francesco Messina, ceramiche decò e futuriste, pentolame ottocentesco per uso domestico, terrecotte popolari in nero e giallo, “taches noires”, vasi di farmacia in monocromia turchina di produzione albisolese dei secoli XVII e XVIII provenienti dagli Ospedali di San Martino di Genova, scarti di fornace, reperti di scavo e l’importante pannello in piastrelle maiolicate firmato da Giovanni Giacomo Sciaccarama e datato 1554.

Nel giardino, tra le sculture dell’artista albisolese Antonio Siri, donate dalla famiglia, campeggia la grande Battaglia di Agenore Fabbri realizzata nel 1948 ad altorilievo ceramico nella Fabbrica Mazzotti di Albissola Marina.

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