Di particolare rilievo è la raccolta di ceramica locale risalente, per lo più al XVII e XVIII secolo. Nel ‘700, secondo il Catasto onciario, esistevano in Ariano undici fornaci con circa 30 addetti. Notevole era la produzione che riguardava la ceramica di uso domestico, ma altrettanto significativa doveva essere quella ornamentale. Guido Donatone ritiene che “L’arte della maiolica arianese discende e riprende la locale tradizione ceramica ellenistica e romana attestata dal ritrovamento avvenuto ad Ariano nel Settecento, come afferma Tommaso Vitale, di una fornace di età romana con frammenti ceramici e vasi del tipo etrusco, nella contrada detta Figoli.

I prototipi di certe forme decorative e plastiche della maiolica di Ariano sono infatti da ravvisarsi nella caratteristica produzione fittile di statuette, figure votive ed in particolare di busti fittili muliebri dedicati al culto di divinità femminili, legate al culto della procreazione e della fecondità, quali Demetra e la sannitica Kere, simbolo della vitalità e della natura. Naturalmente le antiche figure muliebri adornate con polos, un diadema a velo, e votate alla dea, divengono spesso caricaturali di costume nelle mani del coroplasta arianese del Sette e Ottocento, che poi esprime la sua calda e compiaciuta sensualità nel modellare gli scoperti e procaci seni delle antiche – Mater Matute – trasformate in Sirene e nude cariatidi.

Importante è la raccolta di edizioni a stampa rare e di pregio dei secoli XV e XVI, libri provenienti dai vari conventi cristiani esistenti sul territorio arianese e soppressi nell’ 800. Le rispettive librerie furono concesse al Comune di Ariano per iniziativa del giureconsulto e uomo politico Pasquale Stanislao Mancini, eletto deputato al Parlamento nazionale nel febbraio 1861 proprio nel collegio arianese e legato a questa Città da antichi vincoli affettivi e culturali. Il nucleo più prezioso è costituito da edizioni cinquecentine provenienti dalle più note stamperie d’Italia e d’Europa (Venezia, Parigi, Lione, Basilea, Anversa, Salamanca, Lisbona, Colonia) Sono libri che trattano argomenti religiosi, ma non mancano quelli riguardanti la filosofia, la storia, il diritto, la geografia, e la medicina.

Di notevole pregio sono il testo del Sacro Bosco (John of Holywood) stampato a Venezia nel 1499; l’ incunabolo, impresso a Venezia per Otinum Papiensem de Luna, nel 1498 di un opera di Gaetano da Thiene su Aristole; Chroniche de la Inclyta Cità de Napole emendatissime. con li Bagni de Pezolo et Ischia: Nuovamente ristampate: con la tavola. In Neapole, per M. Evangelista di Presenzani de Pavia , 1526; infine l’opera retorica di Cicerone : Venetiis, in Aedibus Haeredum Aldi Manutii Romani, et Andreae Asulani soceri, mense martio MDXXXIII.

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