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Cava de' Tirreni

Mille vasi per olio, tremila quatrelli…

Ascolta Cava de’ Tirreni e la sua tradizione ceramica raccontate da Jean Blanchaert

Cava de’ Tirreni è sulla guida “Le Città della Ceramica” pubblicata da Touring Club Editore e AiCC.
La guida è acquistabile in libreria e su Touring Club Store >

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Ben mille vasi per olio furono venduti da Oliviero Carmelengo, di Cava de’ Tirreni (Salerno), a Benedetto e Cipriano Cafaro: il documento che registra quest’atto data 1472 ed è il primo ad attestare l’esistenza dell’attività ceramica nella località amalfitana. Che è, però, certamente più antica.


In età medievale non solo Cava ma tutto il territorio in prossimità di Salerno, abbondante di argilla, era interessato alla produzione di manufatti ceramici: la vicinanza degli approdi di Salerno medesima e di Vietri rendeva agile il trasporto dei pezzi sui mercati, primo fra tutti quello di Napoli. L’Abbazia della SS. Trinità, fondata nel 1011 influenzerà la produzione sia in termini quantitativi che per quanto riguarda gli stili della decorazione.


Nelle documentazioni rinascimentali sono copiosi i riferimenti ai maiolicari cavesi e alle loro fornaci, come testimonia nel secolo XVI l’istituzione del “Catasto Onciario dei Ceramisti di Cava”.


Ai secoli XV e XVI risale l’origine della produzione della ceramica più propriamente artistica, che si rifaceva agli stilemi della tradizione napoletana. Tre sono i nomi, in particolare, di cui si ha notizia: Matteo Cassetta, Angelillo Loffredo e Mazzeo di Stasio. Quest’ultimo, ad esempio, fornì 3.000 quatrelli de creta – dipinti a più colori, con prevalenza dell’azzurro e con lo stile a penna di pavone – al Monastero di S. Severino, a Napoli, e realizzò il pavimento in riggiole del Monastero di S. Giorgio di Salerno, nonché numerosi corredi per farmacia.


Con l’Ottocento aumenta la richiesta di pavimenti in ceramica, le riggiole, per chiese e civili abitazioni.


Oggi l’attività degli artigiani che operano a Cava si caratterizza per la ricerca innovativa volta alla reinterpretazione ed al recupero della gestualità e della manualità degli antichi maestri. Notevole è l’oggettistica, ma Cava è famosa soprattutto per la produzione di rivestimenti e pavimentazioni esportati in tutto il mondo.


Nei motivi decorativi geometrici o floreali, come negli effetti cromatici, è evidente l’ispirazione alla tradizione ed all’arte della maiolica campana.


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