Siamo lieti di segnalare che sabato 9 maggio 2026 a Calitri, Città della Ceramica dal 2019, è stata inaugurata la raccolta didattica museale del locale ex Istituto d’Arte “Salvatore Scoca”, ripristinata dall’Associazione CretArte Ceramiche a Calitri, presieduta dalla prof.ssa Concetta Zarrilli, storica dell’arte.
I soci, in gran parte ex studenti e studentesse dell’Istituto d’Arte, affermatisi come valenti docenti e artisti ceramisti, o appassionati dell’arte ceramica che a Calitri è praticata da secoli, hanno svolto un lavoro straordinario, grazie al quale è possibile nuovamente ammirare le tante opere prodotte dal 1959, anno di istituzione dell’ex I.S.A., sorto inizialmente come Scuola di Arti e Mestieri, fino al 2005, anno del trasferimento della Scuola in una nuova sede. A seguito di tale trasferimento, l’Istituto “A. M. Maffucci” (in cui nel frattempo era confluito l’I.S. A. prima di essere trasformato in Liceo Artistico per riforma ministeriale) e il Comune di Calitri firmarono una convenzione per la nascita di un museo, di cui la raccolta rappresentava e rappresenta oggi il nucleo originario, più volte dismessa a seguito di alterne vicende amministrative e di ristrutturazione dei locali.
Le opere sono suddivise in tre sezioni, corrispondenti agli originari indirizzi di studio: “Ceramica”, “Arte del Legno”, “Arte del Merletto e Ricamo”. Nel 1959 l’On. Salvatore Scoca, Avvocato dello Stato, Deputato al Parlamento e dell’Assemblea Costituente, cui si deve la fondazione della Scuola d’Arte, scelse come primo Direttore il prof. Mario Serra, già docente negli Istituti d’Arte di Bari e Lecce, affidandogli anche l’incarico di assumere coloro che avrebbero potuto svolgere al meglio il progetto educativo stabilito: arrivarono così insegnanti da Faenza per la ceramica, dalle Marche e dalla Toscana per l’arte del legno, dall’Abruzzo per il merletto e ricamo. Per la ceramica in particolare i primi docenti realizzarono opere caratterizzate da volumetrie plastiche puramente formali, dinamismo e linee grinzose, affiancate da tecniche tradizionali quali il colombino o lucignolo, con sperimentazioni nell’uso degli smalti e nella decorazione, con una certa predilezione per l’astrattismo sia lirico che razionale, tradotto in solidi volumi grazie alla malleabilità della materia prima, l’argilla. I pezzi più antichi sono pannelli decorativi e vasi dei docenti e artisti Arnaldo Sangiorgi e Maurizio Rondinini, entrambi di Faenza, Vito D’Elia e Vittoria Gennaro provenienti da Lecce, Giancarlo Sciannella di Castelli, e il campano Aniello Apreda; alla fine degli anni 60 risalgono opere dei primi docenti già studenti dell’Istituto, come Antonio Cianci e Luigi Di Maio, poi chiamati a insegnare in altri Istituti vicini, e Graziella Di Cecca, Leonardo Zarrilli, Fulvio Moscaritolo, rimasti a Calitri nei decenni successivi, formando intere generazioni di studenti i cui manufatti costituiscono una parte molto importante della raccolta.
Sin dai primi anni l’Istituto d’Arte partecipò ai numerosi concorsi nazionali: nel 1961 fu vinto il primo premio al XIX Concorso Nazionale della Ceramica di Faenza, l’anno successivo il terzo premio; nel 1965 alla 29 Mostra Internazionale dell’Artigianato di Firenze fu conseguito il Diploma d’Onore con medaglia d’oro e alcuni manufatti furono esposti anche in Giappone, nell’Esposizione Internazionale di arte infantile. I pezzi degli anni 70 e 80 sono pannelli ed elementi d’arredo dal design lineare e iconico, lampade, vasi, portaoggetti o semplici elementi decorativi, dalle linee pulite ed essenziali dell’astrattismo, obbedienti alla ricerca di purezza delle forme e dipinti con smalti lucidi, mat o craquelè, a graffito, producendo i quali si è continuato a sperimentare nuovi effetti in colori brillanti, come il blu elettrico, il verde smeraldo, l’arancione e il giallo sgargianti, il rosso vivo, il bianco puro, molto diffusi e alla moda nelle case arredate secondo il gusto moderno contemporaneo. Una menzione speciale meritano le stoviglie da mensa, poiché oltre alle tradizionali calitrane con i ricorrenti motivi decorativi e colori tramandati da secoli, ne vennero prodotte altre elegantissime di design moderno, molto raffinate e funzionali.
Per la comunità calitrana e per il territorio irpino si tratta di un vero fiore all’occhiello, apprezzato dalle altre autorità presenti all’inaugurazione, tra cui il sindaco di Calitri, Michele Di Maio, e il dott. Lucio Rubano, Vice Presidente del distretto meridionale di AiCC, e da tutti i docenti e studenti che hanno contribuito alla custodia e raccolta degli oggetti d’arte negli anni, oltre che dalla popolazione. Il contesto urbanistico che ospita la vecchia sede dell’I.S.A. e la raccolta museale è il suggestivo centro storico di Calitri, di grande valore storico e architettonico, noto come la “Positano d’Irpinia”, alla cui secolare bellezza si aggiunge l’altra bellezza delle tecniche decorative e del design della ceramica moderna.
La raccolta didattica museale sarà visitabile nei giorni infrasettimanali su prenotazione al n.335 1024523 e il sabato e la domenica dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 16.00 alle 19.00 |